Il discorso di Kennedy sulla separazione tra Stato e Chiesa

In questo articolo vorrei confrontare alcuni frammenti del discorso “Address to the Greater Houston Ministerial Association”di Kennedy del 1960 con i problemi della società italiana. In questo discorso Kennedy affronta un dei temi principali della campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti del 1960: la questione religiosa, in quanto Kennedy essendo cattolico, ricevette diversi attacchi per il proprio credo. Alcuni dei suoi critici affermavano che avere un presidente cattolico avrebbe comportato un’intromissione della Chiesa Cattolica nella politica statunitense.

Kennedy affrontò il tema della questione religiosa nel discorso alla Greater Houston Ministerial Association del 12 settembre 1960  in cui parla della separazione tra Stato e Chiesa.

Kennedy fu il primo presidente cattolico degli Stati Uniti d’America.

“Io credo in un’America in cui la separazione tra chiesa e stato sia assoluta, in cui nessun sacerdote cattolico dica al Presidente, qualora questi sia cattolico, come comportarsi e in cui nessun ministro protestante dica ai suoi parrocchiani per chi votare.”

 Senator John F. Kennedy,
Address to the Greater Houston Ministerial Association,
Rice Hotel, Houston, Texas,
september 12 1960

Ancora oggi alcuni sacerdoti si permettono di parlare in forma esplicita di politica durante l’omelia dichiarando di favorire un partito politico o dicendo ai fedeli chi votare. In forma privata un sacerdote è libero di esprimere la propria opinione anche pubblicamente ma non durante le funzioni religiose.

“Io credo in un’America … In cui nessuna chiesa o scuola confessionale riceva finanziamenti pubblici o trattamenti di favore da parte della politica  e in cui a nessuno venga negata una carica pubblica solo perché la sua religione è diversa da quella del presidente che potrebbe nominarlo o delle persone che potrebbero eleggerlo.”

Senator John F. Kennedy,
Address to the Greater Houston Ministerial Association,
Rice Hotel, Houston, Texas,
september 12 1960

Nell’articolo 33 della Costituzione italiana si afferma che “…Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. …” ma questo articolo non viene applicato.

In America le scuole private non vengono finanziate dallo Stato e devono cavarsela da sole. Però possono ricevere finanziamenti dai fedeli in forma volontaria. Se qualcuno vuole donare soldi alle scuole private in forma volontaria lo faccia pure ma non con i soldi della collettività.

In Germania i cittadini che si dichiarano cattolici o protestanti devono pagare il 9 per cento del loro reddito alla propria confessione e viene utilizzato per la manutenzione delle chiese e per pagare i sacerdoti. Se non lo paghi non sei un vero credente e non puoi partecipare ai sacramenti.

In Italia i finanziamenti alla Chiesa Cattolica e alle altre confessioni religiose avvengono attraverso l’8 per mille delle tasse statali. Il finanziamento delle religioni dovrebbe avvenire attraverso i versamenti volontari dei fedeli come in Germania.

Nella Bibbia Gesù diceva: “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”.

“Io credo in un’America che non sia ufficialmente né cattolica né protestante né ebrea, in cui nessun funzionario pubblico richieda né accetti istruzioni sulle scelte pubbliche dal Papa, dal Consiglio nazionale delle chiese o da qualsiasi altro organismo ecclesiastico, in cui nessun ente religioso cerchi di imporre la sua volontà direttamente o indirettamente sul popolo in generale o sugli atti pubblici dei suoi funzionari e in cui la libertà religiosa sia così indivisibile che qualsiasi atto contro una chiesa venga considerato come un gesto che danneggia tutte le chiese.”

Senator John F. Kennedy,
Address to the Greater Houston Ministerial Association,
Rice Hotel, Houston, Texas,
september 12 1960

La Chiesa Cattolica ha sempre influenzato la politica italiana attraverso la Cei, la Famiglia Cristiana, l’Avvenire, Radio Maria e i movimenti cattolici in particolare Comunione e Liberazione. Grazie a questa influenza la Democrazia Cristiana ha governato per 50 anni e dopo Berlusconi  per 20 anni.

“Questa è l’America in cui io credo ed essa rappresenta anche il tipo di presidenza in cui credo. Una carica prestigiosa, che non deve mai essere né umiliata, facendone lo strumento di un gruppo religioso, né offuscata, escludendo dalla possibilità di accedervi i membri di qualsiasi gruppo religioso. Io credo in un Presidente le cui opinioni religiose siano una questione privata, che egli non imponga alla nazione e né la nazione imponga a lui come condizione per accedere alla carica.”

Senator John F. Kennedy,
Address to the Greater Houston Ministerial Association,
Rice Hotel, Houston, Texas,
september 12 1960

La religione cattolica influenza fortemente il nostro paese. Infatti molti politici italiani strumentalizzano la religione per ottenere voti dai fedeli cattolici. Un politico è libero di dichiararsi cattolico ma ci sono dei limiti e bisogna tenere separata la sfera politica da quella religiosa.

Infatti molti politici italiani manifestano strumentalmente e platealmente la fede cattolica come quando Di Maio baciò il sangue di San Gennaro, Berlusconi si dichiarò “l’unto del Signore”, la Meloni si dichiara sostenitrice della famiglia tradizionale e Salvini in ogni occasione sventola il rosario.

Se sei un vero credente le cose le devi fare nel silenzio e nella Bibbia Dio dice:

“Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini, per essere osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non far suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. Ma quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.”

In realtà molti di questi politici non sono nei fatti dei cattolici ma dei “sepolcri imbiancati”.

“Oggi io vi chiedo di seguire questa stessa tradizione e di giudicarmi sulla base del lavoro che ho compiuto nei 14 anni che ho trascorso al Congresso, nella mia dichiarazione contraria a un ambasciatore in Vaticano, contro i sussidi anticostituzionali alle scuole parrocchiali e contro qualsiasi boicottaggio delle scuole pubbliche (che io stesso ho frequentato). Vi chiedo di giudicarmi su tutto ciò e non sulla base di quei proclami e di quelle pubblicazioni che, come abbiamo visto tutti, isolano dal loro contesto citazioni tratte da dichiarazioni dei responsabili della chiesa cattolica, formulate generalmente in altri Paesi e spesso in altri secoli, ma naturalmente omettono sempre di ricordare la dichiarazione dei vescovi americani del 1948, in cui si sostiene con forza la separazione tra stato e chiesa e che riflette con maggiore precisione la visione di tutti i cattolici americani.”

Senator John F. Kennedy,
Address to the Greater Houston Ministerial Association,
Rice Hotel, Houston, Texas,
september 12 1960

In Italia siamo abituati a votare i partiti per i presunti valori che dicono di portare ma in realtà nei fatti non lo fanno, a votare per le promesse senza tener conto se siano possibili da realizzare. Spesso gli italiani tendono a dimenticarsi dell’operato di quel partito o di quel politico.

Cosa ci si può aspettare votando la stessa persona che tra l’altro non ha mantenuto le promesse fatte?

Dovremmo attenerci ai fatti e alle cose concrete per esprimere il nostro giudizio politico.

Elena Cassigoli

Fonti:

https://www.jfklibrary.org/JFK/Historic-Speeches/Multilingual-Address-to-the-Greater-Houston-Ministerial-Association/Address-to-the-Greater-Houston-Ministerial-Association-in-Italian.aspx

2 pensieri riguardo “Il discorso di Kennedy sulla separazione tra Stato e Chiesa

  1. ho letto tutto, concordo e aggiungo: se tanti politici, per attrarre voti, si affidano con dovizia a simboli e riferimenti che, nel contesto, si svuotano di significato, vuol dire che il popolo cattolico è particolarmente boccalone

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